Descrizione
Nel pomeriggio di ieri il Sindaco Giuseppe Daviddi e l'Assessore alla Cultura Graziella Tosi hanno preso parte alla tumulazione del Cardinale Camillo Ruini presso la cappella di famiglia nel cimitero di Dinazzano.
Con la sua sepoltura a Dinazzano si compie un percorso umano e spirituale che, nonostante i numerosi incarichi ricoperti ai più alti livelli della Chiesa italiana, non aveva mai reciso il legame con il territorio casalgrandese e con la comunità che lo aveva visto crescere.
Un legame mai interrotto con le proprie radici
Prima del trasferimento a Roma per gli studi e per il lungo servizio ecclesiastico che lo avrebbe portato a diventare una delle figure più autorevoli della Chiesa italiana, il Cardinale Ruini trascorreva molto tempo a Dinazzano, dove la famiglia possedeva la casa di campagna. Proprio per questo molti cittadini hanno avuto occasione di conoscerlo personalmente e di conservare il ricordo di una persona semplice, disponibile e profondamente legata alle proprie origini.
Negli anni il Cardinale continuò a tornare regolarmente a Dinazzano, in particolare nel periodo della commemorazione dei defunti, per visitare la tomba dei propri familiari e incontrare la comunità locale. Un rapporto che non si è mai affievolito e che è rimasto vivo fino agli ultimi anni della sua vita.
I ricordi della comunità
Particolarmente significativo era il rapporto che lo legava a don Pino e alla comunità parrocchiale di Dinazzano. Tra i ricordi più cari vi è quello del 2015, quando un gruppo di parrocchiani si recò a Roma per incontrarlo. In quell'occasione il Cardinale Ruini e don Pino concelebrarono insieme la Santa Messa e la comunità gli donò una croce che egli conservò con affetto negli anni successivi.
"Per Dinazzano e per Casalgrande non si tratta soltanto dell'ultimo saluto a una figura che ha avuto un ruolo importante nella storia della Chiesa italiana - sottolineano il Sindaco Giuseppe Daviddi e l'Assessore alla Cultura Graziella Tosi -. È anche il ritorno a casa di una persona che non ha mai smesso di sentirsi parte della propria comunità. Un legame che tanti cittadini ricordano ancora oggi attraverso episodi, incontri e momenti condivisi nel corso degli anni".
"I racconti e le testimonianze raccolti in questi giorni restituiscono l'immagine di una persona che, pur avendo raggiunto i più alti incarichi ecclesiastici, ha continuato a mantenere vivo il rapporto con Dinazzano e con le persone che avevano accompagnato la sua giovinezza. È questo aspetto, forse più di ogni altro, che ha lasciato un segno profondo nella memoria della nostra comunità".
Un ritorno a casa
La scelta del Cardinale Ruini di essere tumulato accanto ai propri familiari, nella terra che lo aveva visto crescere, rappresenta il compimento di un legame mai interrotto con le proprie radici.
"Il fatto che abbia scelto di riposare a Dinazzano testimonia un attaccamento autentico al proprio territorio e alla propria storia familiare - concludono Daviddi e Tosi -. Oggi la nostra comunità lo accoglie con rispetto, gratitudine e affetto, custodendo il ricordo di una persona che non ha mai dimenticato da dove veniva".
La tumulazione a Dinazzano rappresenta dunque non soltanto l'ultimo saluto a una figura che ha segnato la storia della Chiesa italiana, ma anche il ritorno a casa di una persona che ha mantenuto vivo, fino all'ultimo, il legame con la propria terra e con la propria gente. Un rapporto che la comunità casalgrandese continua oggi a custodire con riconoscenza e memoria.
(la foto si riferisce all'incontro avvenuto nel 2015 a Roma tra il Cardinal Ruini e un gruppo di parrocchiani di Dinazzano, tra cui l'Ass. Tosi)
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Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026, 00:40