Descrizione
Il Comune di Casalgrande ha partecipato questa mattina, domenica 2 agosto, alla commemorazione ufficiale per il 46° anniversario della strage alla stazione di Bologna.
A rappresentare l’Amministrazione comunale e l’intera comunità casalgrandese è stato l’assessore alle Politiche sociali e alla Legalità Marco Cassinadri, presente insieme al gonfalone del Comune.
La partecipazione di Casalgrande rinnova un impegno istituzionale e civile consolidato nel tempo: custodire la memoria di una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana e stringersi ancora una volta alle famiglie delle 85 vittime e agli oltre 200 feriti provocati dall’attentato terroristico neofascista del 2 agosto 1980.
Casalgrande non dimentica
Per Casalgrande questa commemorazione conserva un significato particolarmente profondo. Tra le vittime della strage vi furono infatti Vittorio Vaccaro e sua madre Eleonora Geraci, ai quali la comunità casalgrandese continua a rivolgere un ricordo affettuoso e commosso.
«Essere presenti a Bologna significa ribadire che la memoria non può ridursi a una ricorrenza formale – dichiara l’assessore Marco Cassinadri –. Anche dopo quarantasei anni vogliamo continuare a essere al fianco dei familiari delle vittime, con solidarietà e vicinanza. La memoria è uno degli strumenti più importanti con cui contrastare l’odio, la violenza e ogni forma di terrorismo. La ricerca della verità e della giustizia è stata e continuerà a essere anche la nostra battaglia. Casalgrande, come tutta l’Italia democratica, ha il dovere di non dimenticare».
Una verità raggiunta dopo troppi anni
Le sentenze pronunciate nel corso dei diversi procedimenti hanno definitivamente accertato la matrice neofascista della strage e le responsabilità degli esecutori materiali. Accanto alle condanne già definitive di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini, nel luglio 2025 è divenuta definitiva anche la condanna all’ergastolo di Paolo Bellini, già esponente di Avanguardia Nazionale.
Il lungo percorso giudiziario ha inoltre fatto emergere responsabilità riconducibili all’organizzazione e al finanziamento dell’attentato, insieme al ruolo avuto dai numerosi depistaggi nell’ostacolare la ricerca della verità.
«La memoria del 2 agosto deve restare viva e non trasformarsi mai in un rituale privo di significato – afferma il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi –. Oggi conosciamo la matrice fascista dell’attentato e sono stati individuati gli esecutori materiali. Ma non possiamo ignorare che per arrivare a questi risultati siano stati necessari decenni, numerosi processi e il tenace impegno dei familiari delle vittime».
«Come amministratore sento il dovere di chiedere scusa ai familiari e al Paese per la parte di responsabilità che ricade sulle istituzioni – prosegue il Sindaco –. Uno Stato democratico non può impiegare così tanto tempo per fare luce su un crimine tanto efferato. I ritardi, i silenzi e i depistaggi hanno impedito per troppi anni di ricostruire pienamente le responsabilità. Le istituzioni hanno oggi il dovere di custodire quanto è stato accertato, continuare a cercare la piena verità storica e politica e sostenere chi, da quarantasei anni, chiede giustizia».
La memoria affidata alle nuove generazioni
Per il Comune di Casalgrande ricordare significa anche educare alla democrazia, alla legalità e alla responsabilità civile.
Il 2 agosto non è soltanto una data da commemorare. È un impegno da rinnovare ogni giorno, perché senza memoria non possono esistere pienamente democrazia, libertà e giustizia.
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Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026, 12:14