Descrizione
Si è svolta a Roma, presso la Sala della Protomoteca dei Musei Capitolini, l’Assemblea nazionale di Avviso Pubblico, appuntamento che quest’anno ha assunto un significato particolarmente rilevante in occasione della celebrazione dei trent’anni di attività dell’associazione.
Un traguardo importante per la rete di enti locali impegnata nella promozione della legalità costituzionale, della trasparenza amministrativa e del contrasto alle mafie e alla corruzione, attraverso il lavoro quotidiano di amministratrici e amministratori provenienti da tutta Italia e appartenenti a differenti sensibilità politiche.
A rappresentare il Comune di Casalgrande era presente l’Assessore alla Legalità Marco Cassinadri, membro del Consiglio di Presidenza di Avviso Pubblico, che è intervenuto nel corso dell’assemblea richiamando il valore del percorso costruito dall’associazione in questi tre decenni di attività e l’importanza di rafforzare il ruolo degli enti locali nella prevenzione e nel contrasto ai fenomeni criminali.
In apertura dell’evento sono stati presentati un video celebrativo, con la voce narrante di Ottavia Piccolo, e un volume dedicato alla storia e alle esperienze maturate nei territori in questi trent’anni di impegno.
Il tema dei beni confiscati alla criminalità organizzata
Nel suo intervento, l’Assessore Cassinadri ha inoltre richiamato l’esperienza dell’audizione svolta nel febbraio 2025 presso la Commissione Parlamentare Antimafia, alla quale partecipò insieme al Sindaco Giuseppe Daviddi, portando all’attenzione delle istituzioni nazionali il tema dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
«Parlare di beni confiscati significa parlare della capacità dello Stato di trasformare un simbolo di potere criminale in un patrimonio restituito alla collettività», ha dichiarato Cassinadri.
Nel territorio della provincia di Reggio Emilia risultano presenti oltre 200 beni confiscati alla criminalità organizzata, di cui quattro nel Comune di Casalgrande.
Durante il proprio intervento, anche in qualità di componente del Consiglio di Presidenza di Avviso Pubblico, Cassinadri ha ribadito le criticità già evidenziate in Commissione Antimafia, sottolineando come troppo spesso trascorrano anni tra la confisca definitiva dei beni e la loro effettiva assegnazione agli enti locali da parte dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata.
«Anni durante i quali gli immobili si degradano, perdono valore e rischiano di trasformarsi in simboli di abbandono, anziché diventare strumenti concreti di riscatto e rinascita per le comunità», ha sottolineato Cassinadri.
Le proposte avanzate
Tra le principali proposte rilanciate nel corso dell’assemblea:
- una revisione delle procedure di assegnazione dei beni confiscati, affinché gli enti locali possano ricevere immobili realmente recuperabili e utilizzabili;
- la segnalazione automatica ai Comuni da parte dei Tribunali della presenza di beni confiscati sul territorio;
- maggiore trasparenza e accessibilità delle informazioni relative ai beni confiscati;
- comunicazioni tempestive ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia da parte dell’Agenzia Nazionale;
- una riduzione significativa dei tempi previsti dal Codice Antimafia per accelerare le procedure successive alla confisca definitiva;
- l’istituzione di tavoli permanenti coordinati dalle Prefetture, aperti agli enti locali;
- un supporto tecnico e amministrativo concreto ai Comuni per il recupero e la valorizzazione sociale dei beni;
- la creazione di un Coordinamento Provinciale sulla Legalità, stabilmente normato, capace di coordinare azioni di contrasto alla corruzione e all’illegalità.
«La lotta alle mafie non può essere delegata esclusivamente alla magistratura o alle forze dell’ordine. È una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, enti locali, scuola, associazionismo e cittadini», ha concluso Cassinadri.
«Restituire un bene confiscato alla comunità significa restituire fiducia nello Stato. Significa affermare che la legalità non è un principio astratto, ma una scelta concreta, quotidiana e visibile».
L’Assemblea nazionale ha rappresentato così non soltanto un momento celebrativo per i trent’anni di attività di Avviso Pubblico, ma anche un’importante occasione per rilanciare il ruolo delle istituzioni locali nella costruzione di comunità più giuste, consapevoli e libere da mafie e corruzione.
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2026, 11:30